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Museo presentazione

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Museo Guerra Cortina

 

Si Dice: La prima vittima della guerra è la verità.....

 

Questo museo vuole raccontare la storia da parte dei soldati e non dai generali, o dalla politica, da parte dei vinti e non dai vincitori.

 

Il Museo della I Guerra Mondiale innaugurato il 27 settembre 2002 apre i battenti al pubblico il 12 agosto 2003, il materiale esposto è per la maggior parte di proprietà della famiglia Lancedelli che ne cura anche la gestione. E' frutto di 45 anni di ricerche, 

 

 

1914 - 1918

a Cortina d’Ampezzo

"Sono lieto di parteciparle che il Presidente della Repubblica concede il proprio alto patronato alla mostra "La grande guerra a Cortina d’Ampezzo 1914 - 1918". 
Cordialità vivissime".
Gaetano Gifuni Segretario generale della Presidenza della Repubblica"

(Telegramma inviato al): 
"Signor Paolo Franceschi
Sindaco del Comune di 
Cortina d’Ampezzo

Il perché di un Museo

"Il Museo di Guerra 1914 - 1918 in Cortina d’Ampezzo"

Nel 1979 nasce il Comitato Promotore per la Creazione in Cortina d’Ampezzo di un museo della grande guerra. Formato e gestito da collezionisti e appassionati dopo circa 20 anni di ricerche condotte sui luoghi di battaglia, presso reduci, combattenti, biblioteche, musei pubblici e privati, si decise di concretizzare il progetto realizzando un museo permanente.

Nel 1981 con una lettera del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini dà plauso all’iniziativa e invita a proseguire l’opera.

Nel luglio 1988 venne realizzata in Cortina, in collaborazione della locale A.P.T. e la Regione Veneto, presso la "Ciàsa de Ra Règoles", la prima mostra provvisoria, intitolata "Vita in Trincea", visitata da 53.000 persone.

Nel settembre 1989 si iniziano i lavori del museo, poi interrotti a causa di una copiosa nevicata e per il mancato finanziamento comunale, promesso.

Nel Aprile 1990 la mostra "Vita in trincea" viene organizzata a Carmignano Sul Brenta, in collaborazione con la locale sede A.N.A., visitata da 5.000 persone.

Nel luglio 1990 la mostra "Vita in trincea" viene organizzata dal Comune di Lozzo di Cadore, visitata da 3.000 persone.

Da giugno a Settembre 1991 la mostra "Vita in trincea" viene organizzata con il Comune di Vigo di Cadore, visitata da 5.000 persone.

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Nel 1997 si costituì un ulteriore organizzazione "Il Comitato pro cengia Martini" con il proposito di ripristinare il territorio del Monte Lagazui creando un museo di guerra all’interno delle gallerie costruite da Italiani e Austriaci durante la guerra. 
Il Comitato, guidato da spirito di collaborazione, dovrebbe portare benefici reciproci alle varie iniziative presenti sul territorio ampezzano.

Dal 29 luglio 1997 al 30 settembre 1998 il Comune di Cortina, in collaborazione con la G.I.S. e altre organizzazioni, predispongono la Mostra:

"La grande guerra 1914-1918 a Cortina d’Ampezzo".

La Mostra-Museo, un’esposizione provvisoria in attesa di una sede definitiva, illustrava con immagini, oggetti e documenti originali, la vita dei soldati italiani e austro-ungarici, nelle Dolomiti Ampezzane. I visitatori, tra cui numerosi stranieri, furono 21.000 in 14 mesi di esposizione.

Domenica 26 luglio 1998, su suggerimento e idee del Comitato Promotore per la creazione di un Museo di Guerra in Cortina, fu organizzata dai Comuni di Cortina, Livinallongo e La Villa in Badia, una cerimonia commemorativa sul Passo Falzarego, per ricordare i 80 anni della fine della guerra.

In luglio - agosto 1998 fu riproposta la mostra "Vita in trincea" a La Villa in Val Badia, visitata da 2.000 persone.

Nel novembre 1998 viene trasferita e organizzata la mostra-museo a Rovigo con il titolo " La memoria della Grande Guerra sulle Dolomiti" ; 8.000 i visitatori.

Il 27 settembre 2002 viene finalmente innaugurato il museo all'interno del forte "Tre sassi" in località Valparola - Falzarego, rimane aperto per 2 giorni in attesa di terminare il restauro.

Dopo ulteriori lavori di restauro finalmente il 12 agosto 2003 il museo viene aperto al pubblico, la gestione viene affidata alla famiglia Lancedelli, proprietari della maggior parte del materiale.

Il monito delle mostre e del museo ha evidenziato il valore dei soldati, non come combattenti di questo o quell’esercito, ma come uomini. L’adeguarsi alla montagna e ai suoi disagi naturali, fu il più duro ed estenuante dei combattimenti. In queste situazioni emersero gli autentici valori umani e, dopo i primi sanguinosi scontri, l’assurdità della guerra come strumento per risolvere problemi politici.

Il Museo, illustrando la tragica realtà della guerra in diretta, "...invita a ripensare agli innumerevoli sacrifici, alle tremende sofferenze che ogni guerra, tanto nemica dell’uomo, arreca a intere popolazioni. Si spegne la gioventù più bella perché i potenti non sanno dialogare e pensano che le armi possano sostituire il colloquio franco e leale tra i governi. 

La Grande Guerra ci ricorda quanto è costata l’unità d’Italia, valore intoccabile e bene supremo di convivenza fraterna e di intensa solidarietà. La guerra ci insegna che solo la pace è ricchezza e valore inestimabile per l’uomo e per i popoli ed è sacro l’impegno per ciascuno e per tutti" (Telegramma del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro al Sindaco di Cortina, Paolo Franceschi, luglio 1998).

Il museo rapresenta la grande guerra evidenziando il dramma vissuto dal popolo dei Ladini dolomitici e degli Ampezzani in particolare, gente tranquilla di montagna, sconvolta dalle decisioni di regnanti, che ritenero la popolazione locale, oggetto e zona di dominio, senza considerarne tradizioni storiche, sentimenti o volontà di autodeterminazione nel rispetto di una propria identità culturale, antica di secoli.

I giovani Ampezzani di leva nel 1914, dovettero combattere per difendere l’impero austro-ungarico, sul fronte Russo, perdendo molti uomini.

Nel 1915 gli Ampezzani rimasti nella conca di Cortina, - donne, vecchi e bambini - (gli uomini validi combattevano con l’esercito Asburgico), assistettero all’invasione dell’esercito Italiano, addattandosi a una nuova amministrazione politica ed economica e dal 1919 al Regno d’Italia, che ritenne il territorio dolomitico ladino, zona di conquista e di annessione non sempre rispettando la cultura e l’organizzazione locale.

Avviso

Dopo 45 anni di ricerche, 20 esposizioni, con un totale di 200.000 visitatori, il Comitato promotore per la creazione di un Museo di Guerra in Cortina ha costituito un’associazione di volontariato "Hayden - Cortina d’Ampezzo" con l’obiettivo di raccogliere e conservare in formato digitale la documentazione iconografica realativa al fronte dolomitico dell’area di Cortina.

L’associazione indirizza i suoi sforzi di raccolta a tutti i tipi di materiale, e documenti che trattano dei fatti accaduti su queste montagne, dai tempi antichi ai tempi recenti, in particolare inerenti alle vicende della prima guerra mondiale: fatti militari o, pubblici illustrati dalla stampa dell’epoca e episodi personali di soldati e ufficiali (diari, lettere ai famigliari, fotografie, oggetti e ogni altro materiale idoneo per il museo).

Lo scopo è di proseguire l’attività svolta finora, organizzando ulteriori manifestazioni, e finalmente realizzare una sede definitiva del museo, atteso da oltre trent’anni.

Il Comitato si rivolge sia agli archivi storici, alle biblioteche, ai collezionisti, ai cittadini con interessi inerenti a una conoscenza approfondita della grande guerra.

Inoltre organizza e promuove interscambi e ulteriori mostre fra collezionisti e appassionati.

Chi fosse interessato ad organizzare Mostre sulla Grande Guerra, il Comitato dispone di tutto il materiale necessario, per renderla interessante e avvincente, e visto il successo delle iniziative già attuate, qualunque iniziativa avrà un sicuro successo.

Invitiamo tutti a collaborare!

Fotografie della Grande Guerra, cartoline, diari, lettere e ogni altro dicumento conservato in famiglia, possono essere inviati al Comitato, che avrà il compito di riprodurre e archiviare e poi restituire ai legittimi proprietari.

Centro di documentazione "Tre Sassi - Edelwess Stellung"

32043 Cortina d’Ampezzo (BL) Italy tel. 347 497 0781

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">

Per donazioni: Cassa rurale ed artigiana di Cortina d'Ampezzo

IBAM: IT80 I085 1161 0700 0000 0027 054

 

 

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